I guardiani del destino

Comincia con questo primo articolo di don Umberto la rubrica “Il Vangelo incontra la vita”: letture dal Vangelo traendo spunto dalla vita di tutti i giorni, dalle narrazioni dei nostri ospiti, dalle espressioni artistiche e culturali (letterarie, cinematografiche,…) della contemporaneità.

Dal Vangelo secondo Matteo (13,44-46)
Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra».

Il film “I guardiani del destino” (2011, regia di George Nolfi, con Matt Damon ed Emily Blunt), in modo piacevole e non scontato, racconta di come la forza di volontà e l’amore di un giovane e promettente politico di New York, possano rompere e ingarbugliare gli intricati piani che lo riguardano. Piani creati da un ordine superiore che ha il compito di vigilare e di indirizzare l’umanità verso una specifica direzione. Sembra che la vita di una persona sia già “determinata” …  da chi? Dal grande fratello? O dalle mie scelte, a volte così a senso unico, senza via di uscita? O c’è un progetto che muove tutte le cose?

Il vangelo ci racconta di persone che sanno vivere l’attimo fuggente, faranno di tutto per cambiare la loro vita, potremmo dire che sfideranno il loro destino già segnato. Colpisce la determinazione di quel mercante che già ha tante perle … non si lascia sfuggire l’occasione della sua vita … vende tutto quello che ha  … Si può cambiare la propria vita … lasciare tutto e rigiocarsi tutto. Allora si può cambiare la propria storia? Si può uscire dal pantano in cui si è affondata la propria vita? Si può uscire dal vicolo cieco entro cui ci si è incamminati?

Sono le domande che abbiamo posto a un gruppo di “disperati” che stazionano di notte in Piazzale della pace.

Kondè alla domanda sul tesoro che gli piacerebbe trovare nascosto nel campo … parla di dignità. E per conservare la propria dignità farebbe di tutto. Ma si sente impotente. Troppe ingiustizie nel suo cammino. Aveva un permesso di soggiorno (da  dieci anni in Italia) poi la perdita del lavoro, le frequentazioni di cattive compagnie, l’alcool …  il degrado … la solitudine … Difficilmente  si riesce a stare in piedi se non hai una casa o  il diritto alla cittadinanza.  “I documenti mi permetterebbero di essere riconosciuto come portatore di diritti, senza questi io non esisto agli occhi della gente… questi – dice Kondè – sono il tesoro che io vorrei conquistare e per averlo io cambierei il mio stile di vita  se ci fosse chi mi desse fiducia dopo tanti anni di scelte sbagliate”.

Isam: quello che conta non è tanto avere delle cose ma i mezzi per procurarsele. Ma le vera perla preziosa è la famiglia meglio ancora Dio che rende  il mondo un’unica famiglia. Quello che Isam è disposto a fare per realizzare il suo sogno è confidare in Dio più che in se stesso.

Emanuele e Lorena da anni stanno insieme vivendo con molta precarietà sulla strada … alla domanda sul “tesoro prezioso da cercare” essi rispondono: che sono essi stessi l’uno per l’altra la perla preziosa.  Avvertono che questa perla preziosa, che è l’altro,  è difficile da custodire e proteggere perché sono tante volte in balia degli eventi e della precarietà delle loro scelte.

Prince viene dall’India vende fiori … riusciamo a comunicare con fatica … raccontiamo di un mercante di fiori che diventa ricchissimo e non sa come spendere il suo denaro  … lui se fosse al suo posto comprerebbe una casa per creare una famiglia.  Ma alla domanda che cosa vale di più tra i soldi e la famiglia risponde:  gli affetti … una casa … una patria “lui che è senza soldi …”

Carl: “sì, si può cambiare il proprio destino io in parte l’ho cambiato …  la mia storia la sto cambiando altrimenti rimango in un vicolo cieco … da quando è morto mio fratello …  ho iniziato ad aprire gli occhi … altrimenti anch’io avrei fatto la stessa fine …  Una canzone dice così …”quanto dei disposto a perdere”  io per  ricominciare  perderei tutto, darei tutto … ci vuole qualcuno che di nuova creda in me … la sua fiducia mi farà vincere tutte le mie paura e mi darà coraggio”.

Santos dice: “è come se mi fossi ridonata, con questa nuova opportunità,  la possibilità di risvegliarmi dallo stato comatoso in cui vivo. Mi è data una nuova possibilità  … vedo quello che prima non vedevo, una illuminazione … la casa … il mondo degli affetti ..  ci metti un pò di grinta … mi manca l’ultimo metro per arrivare al traguardo. E perché non devo farcela? Però ci vuole qualcuno che ti prenda per mano, che ti apra una porta. Ti senti  come un bambino piccolo che ha bisogno per ritornare a camminare del sostegno degli altri e del loro incoraggiamento”.

Può succedere che si possa scappare dal proprio destino … hai come “sbirciato dietro una tenda di cui non dovevi neanche accorgerti!” (David Norris). Non solo una porta si è aperta sul tuo cammino, ma una porta è stata aperta sul tuo cammino . Come quell’uomo che casualmente  inaspettatamente trova un tesoro … o quel mercante che cercando trova, non si è mai arreso, la perla di grande valore.

Parafrasando una sequenza dei “Guardiani del destino” potremmo dire: “Molte persone vivono seguendo il cammino scelto da “altri”, perchè troppo timorosi per esplorarne “dei propri”. Ma ogni tanto arrivano persone come voi , che superano gli ostacoli che “mettiamo”  lungo la strada. Persone che capiscono che il libero arbitrio è un dono che non si sa mai come usare, fino a quando non si lotta per ottenerlo. È questo il vero piano del presidente, e cioè che un giorno non saremo noi a scrivere il piano, ma voi”.

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